9 Giugno 2003

E' Lunedì pomeriggio quando scrivo queste righe.
Stamattina ho portato alla tipografia i tre CD del volume di Bulletproof Monk, il primo albo Indy Press Comics importato dagli USA, il primo prodotto acquisito dalla prestigiosa casa editrice Image, e una delle più belle storie che io abbia mai pubblicato.

E forse il fumetto che ha fatto più strada nella storia dei comics italiani.

Sì, perché ogni tanto c'è qualcuno che mi chiede ancora "Ma i fumetti li fa una macchina o una persona?" e io d'ora in poi risponderò raccontando l'epopea del Monaco Antiproiettile.

   

Circa un mese fa Tim Hegarty della Image mi ha avvisato che il volume era la ristampa di tre albi singoli. Gli impianti del terzo erano su CD, ma quelli dei primi due erano su pellicole. Deglutendo nervoso, ho accettato lo stesso di pubblicare l'opera, nonostante mi si prospettasse una lavorazione molto più complessa.
Tim ha scritto dal suo ufficio in California alla tipografia canadese Quebecor, e da lì sono partite le lastre delle pellicole. Nel frattempo il production department di Image mi mandava il CD della terza parte.
Completata la traduzione, ho affidato le lastre a Europrint, qui a Treviso, perché fossero deretinizzate, un lungo procedimento che comporta la scansione e la sovrapposizione di tutte le quattro pellicole di ogni lastra. E' a questo punto che ci siamo accorti che mancavano quattro facciate. Ho fatto subito notare l'ammanco a Tim, che ha inoltrato richiesta a Quebecor. I canadesi mi hanno spedito le pellicole mancanti e Tim mi ha comunicato il numero di lettera di vettura della spedizione.
Nel frattempo, a Torino, Manfredi Toraldo iniziava ad applicare il lettering italiano alle pagine già in nostro possesso e David Messina ne disegnava la cover alternativa. Io, dal mio computer, tramite il sito di Federal Express monitoravo i progressi del vitale pacchetto. Che se ne andava a zonzo
Da Mirabel, in Canada, a Newark, nel New Jersey.
Fermo in dogana.
Da Newark a Francoforte.
Fermo in dogana.
Da Francoforte a Parigi.
Fermo in dogana.
Da Parigi a Milano Linate.
Fermo in dogana.
Fermo in dogana.
Poi è tornato a Parigi (aveva smarrito i bagagli? Ha parenti canadesi laggiù? Boh. Intanto noi aspettavamo impazienti).
Infine un corriere della SDA di Treviso mi ha portato il pacchetto.
Ma il mio campanello era rotto e non mi è stato lasciato alcun avviso di mancata consegna.
In extremis, ho trovato il corriere e ho ritirato il plico, praticamente sbarrandogli la strada con l'auto per impedirgli di andare via. Sgommando, sono corso all'Europrint perché deretinizzassero le ultime facciate. E le ho spedite a Manfredi con la spedizione più veloce possibile.
Ma c'era il ponte del 2 Giugno.
Morale della favola: i due super-poteri che vincono tutte le nostre battaglie sono le corse a perdifiato e le notti insonni. Io mi specializzo nelle prime, Manfredi nelle seconde. Siamo ormai molto bravi.
Tra qualche giorno la tipografia mi consegnerà la tiratura di Bulletproof Monk, un libro di 80 pagine che finirà un po' dappertutto, tra librerie, videostore, negozi di videogames e fumetterie. E di certo prima o poi, a cena con persone che conosco poco, o a una convention, qualcuno mi chiederà se i fumetti si facciano con un computer.
Se non avrò la pazienza di raccontare la storia che avete appena letto, citerò la saggia frase che il Monaco Antiproiettile rivolge al giovane Kar nel film prodotto da John Woo, presto nelle sale: "Perché i wurstel per hot dog vengono venduti in confezioni da dieci, ma i panini per hot dog sono in confezioni da otto?"
Voglio vedere chi avrà il coraggio di replicare.

Next: il diario di Bridget "Acqui Comics" Jones.

   
19 maggio - 9 giugno