22 Agosto 2003

Non ce l'ho fatta a salvare il piccione. Non so se potrò perdonarmelo mai.

Dal 10 al 16 Agosto sono stato a Parigi con la mia fidanzata, Chiara, per un ultimo scampolo di vacanza prima di ributtarmi nelle attività creative ed editoriali. Niente di meglio, per rilassarsi, di una settimana nella metropoli più calda d'Europa! (Se volete vedere alcune foto…)
Ne ho ovviamente approfittato per fare un po' di shopping di BeDé, sfruttando una piccola guida che Chiara mi ha comprato in una libreria Fnac. Ogni giorno, dopo l'itinerario di visita che ci eravamo prefissati di seguire, la portavo in una o due librerie vicine al quartiere visitato per ultimo, e lì ci siamo liberati di una considerevole somma di denaro a testa in cartonati originali.

   

La visita più singolare è stata la sera di Mercoledì. Avevamo deciso di cenare in un ristorante elegante, il Bofinger, che si trova vicino alla fermata del metrò della Bastiglia. La mia guida diceva che nei paraggi (in effetti era a trenta metri dal ristorante), c'è la libreria Opéra BD, il cui titolare, secondo il mio vademecum, disdegna i manga e adora Crepax, Bozzelli e Micheluzzi. Il simpatico folle tiene il negozio aperto dalle undici del mattino a mezzanotte, così c'era il tempo di cenare con calma e poi andare a fare shopping.
Ora, io sono un acquirente esigente e discreto conoscitore del mercato, ma ammetto di non seguire in tempo reale le uscite di novità in Francia. Per cui ho detto subito al libraio, nel chiedergli se avesse novità di certi autori, che ero italiano. L'uomo si è illuminato, e mi ha detto, in rapida successione, come se fossero complimenti al mio indirizzo: "Bozzelli! Crepax! Micheluzzi!". La guida l'aveva descritto davvero in modo preciso.
Nel 2002 in Francia sono usciti circa 1900 volumi. Ad eccezione dei manga, sono tutti cartonati. La veste grafica e le tematiche prevalenti nel panorama fumettistico d'oltralpe fanno sì che i lettori abbiano spesso un'età media superiore a quella dei loro epigoni italiani. Di conseguenza, esigono qualità e diffusione, prodotti specializzati e librerie fornite, anche perché il loro portafoglio è di sicuro più capiente di quello di un lettore adolescente.
A guardare da vicino le produzioni degli ultimi anni viene da dire che non è del tutto vero il luogo comune che "In Francia sì che i fumetti sono una cosa seria e gli autori vengono rispettati". Più che altro i fumetti sono una radicata tradizione popolare che vanta numerosissimi appassionati, e di conseguenza l'offerta è più vasta ed articolata che da noi. Le schifezze ci sono, non si creda di no, ma il livello medio è molto alto, anche se c'è una pazzesca ripetitività all'interno della stessa nicchia tematica. Storie di vampiri, fantasy classiche, di ambientazione simil-americana con generici protagonisti iconici e bidimensionali… E un sacco di italiani.
Sì, perché non è mistero che ci piace scappare al di là del Monte Bianco. Lì almeno ci pagano per lavorare! Che siano svizzeri italiani come Marini, o milanesi purosangue come Barbucci, i nostri connazionali il cui nome ha ormai l'accento sull'ultima sillaba sono davvero parecchi. E bravi. E amati perché fondamentalmente diversi dalla solita zuppa.
Insomma, sono tornato con molti nuovi fumetti, la voglia di tradurre un po' di BD per il marchio Indy, e il rammarico di non aver salvato il piccione.
Il piccione si faceva i fatti suoi in Rue Montorgueil, mentre Chiara e io uscivamo dalla metropolitana all'imbocco di quella stessa via. Due ragazze orientali l'hanno preso in mano come per accudirlo, e siccome camminavano davanti a noi, non ho potuto non guardarle, anche mentre gettavano con noncuranza il piccione in uno di quei carrelli per la spesa che dalle nostre parti usano solo le vecchiette.
Ero indignato. Ho allungato il passo per raggiungerle, ancora indeciso se chiedere loro in inglese cosa volessero fare al piccione, o fingere di inciampare e, cadendo, aprire il carrello e gridare "Scappa, piccione, salvati!". Non ho avuto il tempo di fare nulla. Chiara, convinta che mi fossi immaginato tutto e che le ragazze avessero solo le migliori intenzioni del mondo nei confronti del piccione (cosa di cui dubitavo: c'erano 40 gradi e il piccione era stato chiuso in un carrello di tela), insisteva perché entrassi in casa, dato che eravamo ormai arrivati davanti alla porta del palazzo dove abitavamo. Io però ero troppo impegnato a sgranare gli occhi vedendo che ragazze, piccione e carrello stavano entrando nella ROSTICCERIA PER ASPORTO PICCOLA SAIGON", un posto in Rue Montmartre che vi invito caldamente a NON scegliere per le vostre cenette etniche quando siete a Parigi.
Ho capito subito che il piccione era spacciato, e da allora mi rendo conto di aver esitato per istanti preziosi. Oggi potrebbe essere ancora tra noi, a scagazzare felice sulle teste dei parigini. Chissà, magari su quella di Jean Marie LePen.
E' un pensiero che mi porterò dentro per sempre.

   

8agosto - 22giugno- 19 maggio - 9 giugno