Era
necessario, era un mucchio di tempo che non mi dedicavo così
tanto alla sceneggiatura e all'auto-promozione, e sono soddisfatto dei
risultati. Il solo effetto collaterale è stato disamorarmi un
po' del lato pratico dell'attività editoriale: contattare clienti
e fornitori, pagare i conti, tenere i contatti con i creativi e con
la stampa sono cose che da sempre mi pesano più di quanto mi
diano soddisfazione. Negli ultimi giorni sono tornato pienamente al
timone di Indy e lo shock iniziale è stato nauseante. La cura,
per fortuna, mi è arrivata ieri, qui, nella capitale britannica.
Sono andato a trovare gli amici della Com.X, che non vedevo da un anno
esatto, e ad accogliermi sulla porta degli uffici del Department X c'era
come al solito Eddie Deighton. Ci siamo misurati per bene con lo sguardo:
un anno e diversi capelli grigi in più per tutti e due, e lo
sguardo meno luccicante, meno plastificatamene entusiasta. Le rispettive
aziende hanno avuto la loro buona dose di problemi, ma siamo entrambi
ancora qui. Dalla chiacchierata con Eddie è emersa in entrambi
una forte dose di cinismo: la maggior parte dei lettori legge sempre
le stesse cose, e la maggior parte degli editori propone loro abbondanti
dosi della stessa zuppa, aggiornata solo per corrispondere alle mode
del momento. Noi però sappiamo che gli autori sanno osare, che
hanno nuove idee e progetti innovativi: scommettere (=investire denaro)
su di loro è suicida, antieconomico, fortemente sconsigliato
da tutti. E noi lo facciamo lo stesso. Mese dopo mese, lavoriamo per
portare sugli scaffali delle librerie nuove idee, storie originali,
autori che vi farà piacere scoprire. E' la nostra curiosità
a imporci questa continua ricerca di nuovi stimoli, ed è alla
vostra curiosità di lettori che ci appelliamo ogni volta che
immettiamo sul mercato un nuovo prodotto, una nuova scommessa.
Sono uscito dalla Com.X con molto più che semplicemente i CD
degli impianti del secondo volume di Cla$$war. Con me c'era la rinnovata
voglia di fare magnifici fumetti, e ancor di più di raccontare
bellissime storie. Avevo perso il senso della magia di questo mestiere,
e l'ho ritrovato per caso in mezzo a una delle città più
caotiche del continente.
Ore dopo, passeggiando per i corridoi di Forbidden Planet, non la più
bella ma probabilmente la più grande libreria di fumetto a Londra,
ho capito di non avere più voglia della Stessa Solita Minestra.
Ho sentito forte la mia responsabilità: appartengo al novero
dei risvegliati che hanno capito che c'è un mondo da raccontare,
e che quel mondo non è fatto esclusivamente di super-eroi, o
di manga, o di narrativa di genere. Guardandomi intorno, e osservando
la gente che comprava fumetti intorno a me ho capito che è ora
di smettere di farsi le seghe, e di rimboccarsi le maniche: più
varietà, più qualità, temi più audaci e
il coraggio di rischiare con prodotti contro tendenza.
Poi mi sono ricordato che è ciò che faccio da anni, e
che ogni mio nuovo prodotto è meglio del precedente, e ho sorriso,
non compiaciuto, ma rassicurato.
Sono tornato in albergo, e ho cominciato a tradurre Cla$$war. Qui. Adesso.
Devo ricordarmi di salvare il file, e di tirare l'acqua dello sciacquone.
Cheers!