Tutto quello
che trovo per descrivere come mi sento è una scena di un film,
e ve la passo come mi torna in mente.
L'avete visto senz'altro, è del 1988 e Susan Sarandon è
Annie Savoy, un'insegnante che ogni anno sceglie un giocatore della
locale squadra di baseball, i Durham Bulls, e se lo porta a letto per
tutto l'anno, garantendogli la miglior stagione della sua carriera.
Solo che nel film è indecisa tra il giovane lanciatore-meraviglia
Ebby Calvin "Nuke" LaLoosh (Tim Robbins) e il maturo catcher
Crash Davies (Kevin Costner). Una sera li convoca entrambi a casa propria
e spiega loro che è indecisa su chi dei due scegliere. Nuke è
impaziente di scopare, Crash si domanda perché debba scegliere
lei, Annie spiega che in fondo nessuno sceglie nessuno, che è
tutto un fatto di Fisica dei Quanti e attrazione molecolare. Crash sta
per andarsene, dicendo che nelle questioni di cuore, o di pelle, non
crede nella Fisica dei Quanti, ma Annie lo blocca chiedendogli con tono
di sfida "Allora in che cosa credi?"
Con un tono appassionato e pieno di dignità, Crash risponde (vado
a memoria, notoriamente imprecisa) "Credo nell'anima, nel pene,
nella vagina, nella curva in fondo alla schiena di una donna, nelle
palle curve con l'effetto, nella dieta ricca di fibre, nell'ottimo scotch,
nei lunghi preliminari, nelle canzoni dei musical, e che i romanzi di
Thomas Pynchon siano merda scontata e sopravvalutata.
"Credo che Lee Harvey Oswald abbia agito da solo, credo che ci
dovrebbe essere una riforma costituzionale contro i campi in erba sintetica
e la designazione dei battitori, credo nell'empatia, che si debba votare
a ogni elezione, nella pornografia di classe, nei biscotti con gocce
di cioccolata, credo che si debbano aprire i regali il mattino di Natale
piuttosto che la sera della vigilia, e credo nei lunghi, lenti, profondi,
dolci baci umidi che durano sette giorni."
Susan Sarandon resta senza fiato, a bassa voce gli dice "Oh dio.
Non andare via" ma lui esce e si tira la porta alle spalle.
Ecco, io
mi sento così. Un momento come Costner, un momento come la Sarandon.