26 febbraio.

Il destino di questo sito è strettamente legato ai miei umori, mi rendo conto di aggiornarlo solo quando sono sereno, e di trascurarlo quando sono in crisi.
Il che mi porta a domandarmi perché lo stiamo aggiornando oggi, dato il mio stato mentale.
Vorrei parlarvi di quanto sia divertente il nuovo volume di Savane Dragon che sta per arrivare in tutte le librerie, o di quanto io sia orgoglioso del primo volume di Monsieur Jean, che stiamo letterando in questi giorni, o dirvi della nuova storia del SuperPatriota che sto traducendo e che uscirà ad Aprile, ma per queste cose c'è tempo. In questo momento mi sento preso da sensazioni più grandi di me e dovrei essere musicista per raccontarle, non scrittore.

   

Tutto quello che trovo per descrivere come mi sento è una scena di un film, e ve la passo come mi torna in mente.
L'avete visto senz'altro, è del 1988 e Susan Sarandon è Annie Savoy, un'insegnante che ogni anno sceglie un giocatore della locale squadra di baseball, i Durham Bulls, e se lo porta a letto per tutto l'anno, garantendogli la miglior stagione della sua carriera. Solo che nel film è indecisa tra il giovane lanciatore-meraviglia Ebby Calvin "Nuke" LaLoosh (Tim Robbins) e il maturo catcher Crash Davies (Kevin Costner). Una sera li convoca entrambi a casa propria e spiega loro che è indecisa su chi dei due scegliere. Nuke è impaziente di scopare, Crash si domanda perché debba scegliere lei, Annie spiega che in fondo nessuno sceglie nessuno, che è tutto un fatto di Fisica dei Quanti e attrazione molecolare. Crash sta per andarsene, dicendo che nelle questioni di cuore, o di pelle, non crede nella Fisica dei Quanti, ma Annie lo blocca chiedendogli con tono di sfida "Allora in che cosa credi?"
Con un tono appassionato e pieno di dignità, Crash risponde (vado a memoria, notoriamente imprecisa) "Credo nell'anima, nel pene, nella vagina, nella curva in fondo alla schiena di una donna, nelle palle curve con l'effetto, nella dieta ricca di fibre, nell'ottimo scotch, nei lunghi preliminari, nelle canzoni dei musical, e che i romanzi di Thomas Pynchon siano merda scontata e sopravvalutata.
"Credo che Lee Harvey Oswald abbia agito da solo, credo che ci dovrebbe essere una riforma costituzionale contro i campi in erba sintetica e la designazione dei battitori, credo nell'empatia, che si debba votare a ogni elezione, nella pornografia di classe, nei biscotti con gocce di cioccolata, credo che si debbano aprire i regali il mattino di Natale piuttosto che la sera della vigilia, e credo nei lunghi, lenti, profondi, dolci baci umidi che durano sette giorni."
Susan Sarandon resta senza fiato, a bassa voce gli dice "Oh dio. Non andare via" ma lui esce e si tira la porta alle spalle.

Ecco, io mi sento così. Un momento come Costner, un momento come la Sarandon.



   

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